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venerdì 6 agosto 2010

Il lutto: un processo di formazione e di crescita possibile

Arcobaleno tra le montagne del Ladak (Tibet indiano)
Foto di Amanda Castello

Condividiamo con voi una riflessione sul lutto elaborata dalla dr.ssa Amanda Castello, fondatrice dell'A.R.T. L'abstract è stato presentato in occasione di alcune conferenze sul tema organizzate dall'A.R.T. a Piacenza e in provincia.




Tutti noi, un giorno o l'altro, ci troviamo davanti alla difficile e dolorosa esperienza della perdita di un essere caro. Troppo spesso, ci tocca vivere da soli le conseguenze della sofferta assenza. Ci sentiamo allora persi, incompresi, abbandonati… Nessuno ci ha mai preparato concretamente all'evento morte e le banali e scontate frasi di convenienza non ci aiutano.

Cosa fare?

Nel caso di una malattia grave o dell’età anziana, il lutto non è un "lavoro" da iniziare dopo la morte. Deve cominciare prima, nella fase in cui la consapevolezza dell'inguaribilità della malattia si sostituisce all'atteggiamento mentale della lotta per la guarigione. Fare il lutto di se stesso è un compito arduo e purtroppo spesso sottovalutato dai curanti e dai famigliari. Abbiamo spesso denunciato i danni di cui è responsabile il tristemente famoso "complotto del silenzio" che conduce solo all’isolamento della persona morente, all'incomunicabilità tra i membri della famiglia, alla perdita irrecuperabile di momenti preziosi da vivere tra colui che se ne va e coloro che rimangono, e favorisce un senso di colpa suscettibile di perdurare a lungo, fonte di problemi psicologici e somatici.




Dopo il decesso


Prima di tutto dobbiamo capire il lutto. Elaborare il proprio lutto necessita tempo ed energia, e
quando è possibile, una guida competente. Non è ragionevole imporre regole, tempi o metodologie standard. Si può soltanto ascoltare, accogliere, condividere, accompagnare e poi, quando ci sembrerà il momento, proporre delle linee-guida. Vorremmo offrire agli operatori, e a chiunque si avvicini alla situazione del lutto, alcuni punti di riferimento per essere in grado di riconoscere una normale elaborazione ed individuare i segni che preludono all'installazione di una situazione di lutto cronico o patologico.




Il lutto normale: è spesso considerato dagli autori che su di esso hanno riflettuto come avente una certa similitudine con la melanconia. Nel 1911, Karl Abraham lo definì una "emorragia interna" e spinse Freud a lavorare sul problema. Per Freud, quello che viene definito il lavoro di lutto, è indispensabile per riacquistare un equilibrio, ma può solo iniziare dopo la fine delle fasi del rifiuto e della collera che avvengono successivamente al decesso. Il processo del lutto segue delle tappe che obbediscono a vari fattori. Le reali tappe del lutto e le sue espressioni sono però legate alla presa di coscienza della perdita che avviene dopo il rifiuto, la ricerca dell'oggetto perso, l'agitazione, l'apatia...

Risulta
necessario vincere lo stato di schok. A seconda dei casi, si nota un peggioramento repentino della salute. I primi segni si verificano sempre a livello somatico, poi gli effetti dell’incapacità di adattarsi alla nuova dimensione di vita si manifestano a livello intellettuale.
Lo stesso
avviene sul piano affettivo. L'accettazione è l'ultima fase che permette una ricostruzione del proprio Io. E' il momento in cui si riesce a raccogliere i pezzi del puzzle sparsi ed a ricomporre la struttura della propria personalità.

L'attore Mauro Mozzani nello spettacolo "L'Eco della Pioggia"
realizzato da Manicomics Teatro appositamente per l'A.R.T.


Le complicazioni del lutto: lutto cronico e lutto patologico


Il lutto non è una malattia, ma lo può diventare. Non sempre risulta evidente l'identificazione di segni che avvertono della trasformazione del processo normale in un processo patologico. Le manifestazioni del lutto normale si acutizzano e diventano croniche e, se non sono capite in tempo e curate, possono trasformarsi in lutto patologico: apatia, assenze, indifferenza totale, insensibilità agli stimoli, anche al dolore... Il lutto acuto può manifestarsi in situazioni di morte improvvisa (incidenti) o violenta (attentati, crimini, catastrofi naturali...), o nel suicidio in cui la fase del rifiuto facilmente si protrae senza apparente via di uscita. A livello psichico, ci sono numerosi segnali da non sottovalutare.

Come prevenire le complicazioni del lutto?
Come comportarsi ed accompagnare un lutto?
Esiste una corretta elaborazione?

Diversi fattori intervengono nello sviluppo del processo del lutto, quelli legati al sesso, all'età e allo stato di salute o alle condizioni del decesso. Nelle complicanze del lutto, rivestono particolare importanza i fattori socioculturali e psicologici, il background culturale e religioso, il tipo di famiglia e di rapporti di amicizia... Condoglianze viene da cum-dolere, cioè 'soffrire con'. L'ascolto, la presenza discreta sono il primo passo. Fondamentale è far capire alla persona in lutto che le sue reazioni sono normali. E' importante non arrendersi al rifiuto di assistenza della persona in lutto. La presenza di chi accompagna deve essere rispettosa e fraterna, comprensiva e discreta, ma reale ed efficace.


Ricordiamoci che ogni lutto, come ogni morte, è unico e così va considerato e rispettato. Allo stesso modo, segue un tempo che gli è proprio. L'accompagnamento si adatta al tempo della persona, non lo impone. Il lutto, come la morte, è un nuovo parto, sempre doloroso e non sempre riuscito. Qualsiasi sintomo che supera l'apparente "normalità" va segnalato al medico curante (che dovrebbe essere formato alle patologie del lutto). Il confronto con il lutto rimane una delle ultime barriere da abbattere per riacquistare un rapporto sano con la morte e il morire.

Un paesaggio del Ladak (Tibet indiano) a 5000 m di altitudine

giovedì 24 settembre 2009

Una battaglia di civiltà vinta?


Vorremmo che l’approvazione del DDL segnasse la fine di un’epoca, un’epoca di oscurantismo, di disinformazione e di frustrazione che ha impedito a molte persone gravemente malate ed inguaribili di lasciare questo mondo senza dolore e sofferenza.


L’abbiamo detto e ripetuto: la battaglia contro il dolore e la sofferenza è una battaglia di civiltà. Dalla sua fondazione, l’A.R.T. si impegna all’interno della Federazione Cure Palliative, e anche fuori da essa, per aiutare le persone in sofferenza e le loro famiglie, per offrire una formazione agli operatori, per informare l’opinione pubblica sulle cure palliative e l’hospice, per spingere le amministrazioni ad attuare delle politiche sociali e sanitarie che vadano in questa direzione. Il Progetto Piacenza senza dolore ne è uno degli tanti esempi.



Il Regolo di Padì per misurare il dolore, creato dall'A.R.T. nel 2004 e parte integrante del Progetto Piacenza senza dolore


L’approvazione del DDL permette infine all’Italia di guadagnare il giusto posto tra le nazioni che hanno scelto questo obiettivo come uno dei prioritari per il loro paese.


Garantisce, inoltre, il diritto e i mezzi per una corretta formazione degli operatori del settore. Questo significa la possibilità di partecipare a corsi universitari e master oltre che ad altre esperienze formative. Raccomandiamo a tutti gli operatori che visitano il nostro Blog di far riferimento al testo del DDL per richiedere esperienze formative ritenute utile e necessarie per il proprio lavoro. Tutti i settori “sensibili” (hospice, reparti ad alta sofferenza, RSA e ogni tipo di struttura per anziani… ) sono interessati.



Centro per le Cure Palliative di Fidenza (PR)


Per i 250.000 malati in fase terminale in Italia, di cui 160.000 circa con patologie tumorale, la promulgazione del DDL rappresenta una speranza per una migliore qualità di vita.



Per approfondire, ti suggeriamo:


- l'articolo del Sole24ore Sanità

- l'articolo di ADN Kronos

- il testo completo del DDL



lunedì 7 settembre 2009

L'EFT, una tecnica di guarigione, sbarca a Piacenza

L’EFT, une technique de guérison, débarque à Piacenza

Si è appena concluso un importante seminario alla Bagnata di Bettola, sede dell’A.R.T., il 29 e 30 agosto. Un weekend denso che ha visto impegnate 18 persone provenienti da varie provincie (Milano, Novara, Treviso, Brescia, Piacenza) e da settori professionali diversi (commercianti, studenti, pensionati, operatori nell’ambito psicologico, medico ed educativo, impiegati).

Le 29 et 30 août dernier, en Italie, s'est déroulé un séminaire important à La Bagnata, Bettola , dans la Province de Piacenza, au siège de l'A.R.T. Ce fut un week-end intense. Fortement motivées, 18 personnes provenant de diverses provinces (Milan, Novare, Trévise, Brescia, Piacenza) et appartenant à des secteurs professionnels différents (commerçants, employés, étudiants, retraités, opérateurs du secteur psychologique, médical et éducatif), se sont retrouvées pour apprendre et expérimenter l’EFT.

Il gruppo di partecipanti al Seminario


La docente, Geneviève Gagos, formatrice EFT in Francia certificata da Gary Craig, fondatore di EFT, ha guidato questo seminario “Le basi dell’EFT” in accordo con le direttive internazionali di Gary Craig.


Geneviève Gagos, venue de Lyon, est formatrice EFT certifiée par Gary Craig, fondateur de l’EFT. Elle a guidé le séminaire « Les bases de l’EFT » en accord avec les directives internationales de Gary Craig.



Geneviève Gagos, docente del seminario


Il seminario si è svolto in francese con traduzione simultanea in italiano fatta da Amanda Castello. Il power point così come le dispense e tutto il materiale didattico erano in lingua italiana.


Le séminaire s’est déroulé en français avec traduction simultanée en italien faite par Amanda Castello. Les power point ainsi que tout le matériel didactique étaient en langue italienne.


Da sinistra, Amanda Castello, Fondatrice A.R.T. e EFT expert, codocente del corso insieme a due partecipanti, Maria e Giovanna

Il metodo EFT è stato presentato con una parte teorica e una parte pratica. I partecipanti hanno potuto fare esercitazioni individuali, in coppie e collettive e verificare così l’efficacia di EFT su problemi personali, nel campo fisico o emozionale.


La méthode EFT a été présentée en s’appuyant sur une partie théorique et sur une partie pratique. Les participants ont pu faire des exercices individuellement, à couple et collectivement et vérifier ainsi l'efficacité de l’EFT sur des problèmes personnels, dans le domaine physique et émotionnel.


Un’esercitazione pratica


Nel post precedente vi abbiamo proposto approfondimenti e link sul metodo. Nelle prossime settimane inseriremo altre foto, un power point, un video, delle testimonianze dei partecipanti e alcuni spiegazioni per rendere più famigliare questa tecnica e forse suscitare in voi la voglia di sperimentarla.


Dans le post précédent nous vous avons proposé un approfondissement sur la méthode et des liens très utiles à consulter. Dans les semaines suivantes nous insérerons d’autres photos, un power point, une vidéo, des témoignages des participants et quelques explications pour vous familiariser à cette technique et peut-être susciter en vous l'envie de l'expérimenter.


Geneviève Gagos illustra la modalità di applicazione del metodo EFT

L’Associazione Paulo Parra per la Ricerca sulla Terminalità, A.R.T., si felicita di aver deciso di inserire l’EFT tra i suoi corsi.



L'Association Paulo Parra pour la Recherche sur la Terminalité, A.R.T., se félicite d'avoir décidé d'introduire l’EFT parmi ses cours.

Un momento del seminario


L’EFT può servire a tutti. E’ uno strumento di particolare utilità per il personale curante, è di grande aiuto per la gestione e il controllo di sintomatologie dolorose, permette di eliminare stress, angoscia, paura e altre emozioni limitanti nella vita quotidiana. E' di facile apprendimento e utilizzo, quindi applicabile con beneficio a bambini, a persone anziane e a disabili. Apporta un sostegno indiscutibile nel supporto delle delicate tematiche del lutto.


EFT est utile pour n'importe qui. C’est un instrument de grand intérêt pour le personnel soignant. Il offre, en effet, une aide significative dans la gestion et le contrôle des symptomatologies douloureuses, il permet d'éliminer stress, angoisse, peurs et autres émotions pénibles. Comme il s’apprend et s’utilise facilement, l’EFT est donc applicable aux enfants, aux personnes âgées et aux handicapés avec de grands bénéfices. L’EFT apporte un soutien indiscutable dans toutes les délicates problématiques liées au deuil.

Roberto, Franca e Chiara

Come scrive Gary Craig “Siamo solo al pianoterra di un grattacielo composto da molti piani di guarigione.”. L’EFT è, quindi, una disciplina in costante evoluzione che sta prendendo piede nel mondo intero e che merita di essere seguita e sperimentata con costanza.

Comme l’a écrit Gary Craig « Nous ne sommes qu’au rez-de-chaussée d'un gratte-ciel composé de nombreux étages de guérison ». L’EFT est donc une discipline en constante évolution qui prend pied dans le monde entier et qui mérite d'être suivie et expérimentée avec constance.

Gisella e Carola

A seguito del successo di questa formazione di primo livello EFT e considerando le valutazioni dei partecipanti e le loro richieste di approfondimento, è stato programmata una giornata di training in novembre e il Secondo Livello “Approfondimento” in aprile 2010.


Vu le succès de cette formation de premier niveau EFT et considérant les évaluations favorables des participants et leur demande d'approfondir les connaissances acquises, une journée de training a été programmée en novembre et un séminaire de Deuxième Niveau « Approfondissement » se tiendra en avril 2010 pour les participants de cette session.


Piacenza centro città


Per coloro che non hanno potuto iscriversi a questa edizione dato il raggiungimento del numero massimo di partecipanti, verrà riproposto un seminario di Primo Livello “Le basi dell’EFT” nel febbraio 2010, a Piacenza città. Chi fosse interessato può già prenotare il suo posto (tutti i seminari sono a numero chiuso) telefonando o scrivendo una mail all’A.R.T.


Pour ceux qui n'ont pas pu s'inscrire à cette édition à cause du grand nombre de participants, un séminaire de I° niveau « Les bases de l’EFT » sera reproposé en février 2010, à Piacenza. Qui est intéressé peut déjà réserver sa place (tous les séminaires sont à numerus clausus) en téléphonant ou en envoyant un mail à l'A.R.T.



A.R.T. - La Bagnata

29021 Bettola (PC)

tel. 0523 91 76 86

fax. 0523 076167

artlabagnata@gmail.com